Per Informazioni 06.82059212
CONF.A.I.L.
Confederazione Autonoma
Italiana del Lavoro

Notizie Aggiornamenti e Novità


Notizia 14/2/2022

Superbonus – Stop Cantieri - Rischio migliaia di posti lavoro - Il Segretario Generale Confederale CONF.AI.L. Antonio Forcella chiede un incontro urgente al Presidente del Consiglio Mario Draghi


Lo stop indiscriminato al superbonus 100% per le ristrutturazioni edilizie corre il rischio di fermare cantieri su tutto il territorio nazionale. La norma che vieta la cessione multipla dei crediti, decisa dal Governo, per limitare le frodi, già riscontrate in più di una circostanza sulla base di accertamenti e verifiche puntulai, potrebbe, di fatto, sterilizzare i vantaggi fiscali e pregiudicare la prosecuzione dei lavori già avviati.
E’ quanto segnalato da vari Studi di Enti preposti.
Alla luce di quanto sopra la scrivente O.S. CONF.A.I.L. chiede che detta questione venga immediatamente affrontata in quanto mette a rischio migliaia di posti di lavoro in un settore nevralgico per la ripresea del paese.
Si chiede, pertanto, di essere convocati, congiuntamente alle altre OO.SS., per fornire il proprio costruttivo apporto finalizzato alla soluzione del problema sopra evidenziato.


In attesa di riscontro, si augura buon lavoro e si porgono ossequiosi saluti.


Il Segretario Generale Confederale Conf.A.I.L
Rag. Antonio FORCELLA






Notizia 7/2/2022

CONF.A.I.L. - F.A.I.S.A. proclamazione sciopero nazionale di 4 ore dei lavoratori dipendenti delle aziende di T.P.L.


La scrivente CONF.A.I.L. - F.A.I.S.A., avendo esperito con esito negativo la procedura di raffreddamento in data 1 febbraio 2022 e la procedura di conciliazione il 4 febbraio 2022 (si allegano verbali), per rivendicare il rinnovo del CCNL di categoria scaduto nel 2017, rispetto al quale la revisione delle retribuzioni in relazione all’aumento del costo della vita in atto, la sicurezza sul lavoro anche alla luce delle inedite problematiche introdotte dalla pandemia da SARS-COV 19 tuttora in corso, l’orario e l’organizzazione del lavoro, ivi compresa quella dello smart working, sono solo alcuni dei temi che richiedono urgente attenzione, con la presente dichiara una prima manifestazione di sciopero di 4 ore per il giorno 25 FEBBRAIO 2022 per tutti i lavoratori delle aziende a cui si applica il CCNL Autoferrotranvieri Internavigatori (mobilità TPL).
Lo sciopero si svolgerà, nel pieno rispetto della legge, dei regolamenti e degli accordi, nazionali e locali in materia. Le strutture territoriali comunicheranno le modalità di adesione a livello locale.






Notizia 1/2/2022

Eav, sciopero di quattro ore venerdì 4 febbraio: stop su linee vesuviane, flegree e metropolitana Piscinola-Aversa


Sciopero di quattro ore sulle linee vesuviane, flegree e lungo la metropolitana Piscinola-Aversa. È quello programmato per venerdì prossimo, 4 febbraio, a livello aziendale dalla Faisa-Cisal e Confail-Faisa, che va ad aggiungersi a quello nazionale dell'Usb, in programma dalle 18:30 alle 22:30. Nello specifico la Usb protesta contro le «politiche governative per il superamento delle criticità strutturali dei servizi pubblici», mentre Faisa-Cisal manifesta contro le «disposizioni organizzative di security, i turni del personale viaggiante e di macchina delle linee flegree e vesuviane» e Confail-Faisal punta l'indice contro il «programma di esercizio in vigore dal 6 dicembre 2021».
«Venerdì 4 febbraio per quattro ore incroceranno le braccia i lavoratori di Eav ferro per contestare l'arroganza manifestata dall'azienda nel perseguire degli efficientamenti che comportano solo ricadute negative sui lavoratori e nessun beneficio al servizio offerto ai cittadini» dicono in una nota Luciano Graziano e Ciro Gaglione, componenti della segreteria regionale della Faisa-Cisal.
«Siamo costretti - proseguono - nostro malgrado a creare disagi agli utenti, in un momento così delicato e particolare, condizionato da questa pandemia che sta mettendo in ginocchio l'economia e tutte le attività culturali e sociali della nostra comunità, per l'indifferenza dimostrata dall'azienda a percepire le difficoltà del personale e ad ascoltare il sindacato per trovare soluzioni alle problematiche sollevate».
«L'Eav con questo comportamento - concludono Graziano e Gaglione - sta creando diseconomia (vedi il mancato introiti della bigliettazione), disservizi all'esercizio e producendo stress ai propri dipendenti. Ci auguriamo di non dover inasprire la lotta e che l'azienda, dopo questo sciopero, ripristini il dialogo e l'ascolto in modo da evitare disagi agli utenti, il deterioramento fisico del personale ed il depauperamento delle relazioni sindacali».






Notizia 31/1/2022

BENTORNATO PRESIDENTE


La soluzione migliore solo dopo il fallimento degli apprendisti stregoni che non erano altro che dilettanti allo sbaraglio: Sergio Mattarella accetta su richiesta di Mario Draghi e dei capigruppo parlamentari (non dei leader di partiti, che d’altra parte non potevano avere più la faccia di chiederglielo dopo aver provato a sostituirlo praticamente con chiunque passasse dalle parti di Montecitorio) di restare per il secondo mandato al Quirinale. Deve risolvere qualche fastidio con i traslocatori e l’affitto della casa, ma sono sciocchezze, magari ricordarsi che il Pd a dicembre aveva presentato una proposta di legge che vieta il secondo mandato ma allora forse serviva a rafforzare l’idea che del suo secondo mandato non ci fosse bisogno. Poi “i ragazzini”, come li chiama Augusto Minzolini sul Giornale, cioè Salvini, Conte ma anche Letta (anche se ha giocato di rimessa) hanno fatto la frittata e, per fortuna del Paese, si torna all’accoppiata Mattarella-Draghi.
Hanno vinto i peones che avevano cominciato a votare il Presidente già da giorni contro le indicazioni dei propri presunti leader e alla fine gli hanno dato 759 voti collocandolo al secondo posto dopo Sandro Pertini e 4 minuti di applausi. Ha vinto il Paese, se non fosse retorico dirlo e sarebbe meglio scrivere che ha prevalso solo il buonsenso quando tutto era franato. Resta la felice accoppiata con Mario Draghi al governo, il quale ha subito convocato due consigli dei ministri per recuperare il tempo perduto da prima di Natale. Tra di Maio e Conte ne resterà uno solo, e sarà il primo. Tra Giorgetti e Salvini è più complicato, ma il primo è in vantaggio. Ha vinto la cultura politica democristiana le altre sono marginali, seppure avessero dato un segno di vita. Le donne, purtroppo, possono aspettare ma quelle tirate in ballo dagli uomini non erano nelle condizioni di poter vincere.
Il Manifesto si aggiudica il titolo più divertente:“Quirimane”. La Stampa titola “l’Italia di Mattarella”, esattamente come Repubblica sette anni fa, che ora va sul sicuro: “Il Presidente di tutti”, con i titoli un tricolore. Il Corriere va sul “Bis per il Paese”. Il Giornale per darsi un contegno si rifugia su “Obtorto Colle” e precisa senza che
nessuno lo chiedesse che “Berlusconi è stato decisivo nella svolta” (del resto quale alternativa aveva, ricandidarsi?). Libero titola: “Calata di braghe”. La Verità va controcorrente per presidiare lo spazio no vax e no tutto, titola “Seconda dose” e Belpietro scrive che ha vinto la restaurazione e che resterà la dittatura sanitaria. Intanto gli ex concorrenti al Colle, anche qualcuno involontario, si affrettano a riaccreditarsi con Mattarella.
Il Sole 24 Ore ha la quarta di copertina in rosso con un grande “Grazie Presidente Mattarella. grazie Presidente Draghi”. La firma è una L stilizzata, capiremo domani chi si fa pubblicità, come dopo la vittoria dei mondiali di calcio.
Ma il caso più interessante si snoda intorno ai Cinque Stelle. Il Fatto, nel disperato tentativo di sostenere che Conte ha fatto tutto benissimo titola “Ecco chi ha ucciso il presidente donna”, cioè Letta dice sì a Conte e Salvini e poi stronca Eli- sabetta Belloni, come se l’idea di candidare la coordinatrice dei Servizi fosse stata la pietra filosofale. E poi aggiunge che Draghi, Di Maio, Guerini, Berlusconi e Renzi “hanno tramato”. Travaglio annuncia nel suo fondo che Conte si deve alleare con Di Battista per sconfiggere Di Maio, “cameriere del potere finanziario ed editoriale che appoggia Draghi”. Luciano Fontana, direttore del Corriere, ci dà invece una speranza, quella che il più importante giornale italiano possa non appoggiare più acriticamente Giuseppe Conte: “ l’ex premier vive di nostalgia talmente forte da farlo riavvicinare al suo nemico Matteo Salvini. Ostacolare l’azione di Mario Draghi sembra diventato il suo unico orizzonte”. Se poi questi dovesse significare anche una risistemata a LA7 queste elezioni presidenziali sarebbero state ancora più preziose.
Del centrodestra in disarmo prima con la candidatura senza speranza di Berlusconi e poi con la regia ridicola di Salvini, inutile aggiungere nulla: hanno buttato nella spazzatura la possibilità di proporre per la prima volta una candidatura che non venisse da sinistra e l’hanno malamente bruciata. Perderemo un anno elettorale a prefigurare operazioni centriste di vertice, mentre ci vorrebbe un vero movimento di opinione pubblica a sostegno delle riforme e della buona gestione dell’economia, visto che in questa fase di grandi trasformazioni
sanitarie, ambientali e digitali è necessario ancorarsi anzitutto alla realtà per ricreare una classe dirigente con Mattarella e Draghi come pontieri. Enrico Letta viene trattato da quasi vincitore o da chi ha pareggiato in trasferta, ma anche le sue incertezze hanno pesato: Verderami sul Corriere rivela che il segretario del Pd metteva in rosa il nome di Draghi solo quando ai vertici non era presente Conte. I commentatori e i quirinalisti ovviamente sono in festa e scrivono più o meno all’unisono che ora deve scattare subito la fase 2 del governo, cosa che fa esplicitamente anche Fabio Tamburini, direttore del Sole 24 Ore, quando richiama l’emergenza del caro energia. Tutti scrivono delle “macerie dei partiti” (e Giannelli, il vignettista del Corriere, sbaglia e le confonde con le macerie dei Parlamento), nessuno ha ricette credibili per il futuro, per cui bisogna ringraziare il destino oppure il caso se intanto si è tornati alle caselle di partenza. Pierferdinando Casini è l’unico di quelli che erano in corsa a farsi intervistare qua e là e dice al telefono alla moglie di un deputato: “la vita è bella, e noi siamo ancora gio- vani...”.
Tra gli sconfitti della partita Quirinale vanno messe anche le inutili e interminabili maratone televisive che hanno disquisito del nulla cosmico dei leader fermandosi su chiavi di lettura da giornalismo sportivo (chi sta vincendo, chi sta per- dendo), senza che qualcuno dei protagonisti (a cominciare dallo schieratissimo Mentana che ha agitato inutilmente la panna di Conte e Casalino) facesse autocritica. “Più che capire s’intendeva ad eccitare il telespettatore e quindi si accendevano i riflettori su eventi minori, ci si accaniva intorno a subordinate di nessun interesse e poi sulle subordinate delle subordinate. Mattarella, ad esempio, non ha mai detto “sono indisponibile a restare se tutti me lo chiedono”, scrive Fabio Martini, uno dei cronisti politici della vecchia guardia su Facebook.
Giuliano Amato deve accontentarsi della presidenza della Corte Costituzionale, da dove comincia subito a occuparsi di politica.

Micky DE FINIS






Notizia 24/1/2022

La FAISA-CONF.A.I.L. denuncia l'EAV alla Commisione Europea delle Pari Opportunità


Cliccare su 'Leggi tutto....' per aprire l'articolo 








<< < 21 22 23 24 25 26 27 28 2930 > >>

Cerca:
Clicca per Cercare




Categorie:
Attività Sindacali (100)
Notizie (79)
Torna SU